MICHELE ALASSIO

Venezia 2019-2021

Three years, three series

dal 4 settembre al 30 ottobre 2021

orari 15.30 - 20.30 ingresso libero

Questa esposizione inaugurale raccoglie una selezione delle mie ultime tre serie di immagini realizzate a Venezia. Il motivo di questa scelta, oltre a quello ovvio di sottolineare l’amore perla nostra città, che sempre sarà, nelle attività dello spazio Eventi Toletta, il nostro impegno, risiede nello stravolgimento che ha colpito la nostra città nel solo arco dei tre anni intercorsi nella realizzazione di tre distinti progetti.
- In «Venice’s Autopsy» realizzata tra il 2018 e il 2019, e pubblicata con scadenza mensile nella prima pagina di cultura del quotidiano «La Nuova Venezia», ho cercato di dare un’immagine ai vari problemi di Venezia sulla quale si articolavano gli approfondimenti e le riflessioni di Alberto Vitucci.
- «Our Darkest Hour, its radiant time», scattata nel pieno del primo lokdown dovuto alla pandemia, dava conto dell’improvviso cambio di prospettiva che tutta la città e la sua comunità si è trovata ad affrontare, drammaticamente, nel momento in cui tutta la struttura economica della città è crollata, scontando in un istante gli effetti devastanti di una monocultura turistica, nella constatazione innegabile della perdita della residenzialità, e quindi del proprio essere città, centro abitato, vitale, a tutti gli effetti. La serie ha inaugurato la settimana dell’arte Milanese nel settembre 2020 in collaborazione con Banca Generali, ed i proventi delle vendite sono stati interamente devoluti ad una Onlus impegnata nell’emergenza anti-covid.
- «Mirages-joking with fire», realizzata esattamente un anno dopo, stempera l’inevitabile sentimento di paura espresso dalla precedente serie in una più riflessiva incertezza, che credo tuttora pervada chiunque ami la nostra città e, dopo la constatazione bruciante della cattiva strada imboccata dalle sue scelte economiche degli ultimi decenni, spero personalmente dia vita a una riflessione generale su quali possano essere le strade da intraprendere e le scelte da fare per non esporre più la città, e quel che rimane dei suoi residenti, ad altre apocalissi. Il mio e nostro, personale timore, è che anche in questo caso, nulla si impari dalle esperienze fatte, è che la cosiddetta «ripartenza» da tanti auspicata alla fine di questo incubo, veda in opera con rinnovato vigore, avidità e sconsideratezza, nell’ansia di recuperare il tempo (denaro) perso, gli stessi protagonisti delle ultime, avvilenti e distruttive stagioni Veneziane, con una identica se non accentuata impunità.

Biografia

Michele Alassio è un fotografo veneziano di fama internazionale.
La sua prima esposizione personale è stata curata dall’Ikona Photo Gallery di Ziva Kraus ed ha avuto luogo a Venezia nel mese di agosto del 1985. A questa sono seguite altre in ogni parte del mondo, sia in gallerie private italiane ed internazionali quali la Barry Friedman Gallery di New York e la Maddox Gallery di Londra, che in luoghi istituzionale quali il M.o.M.A. New York, il Rejna Sofia di Madrid, la Triennale di Milano, il ROS Center di San Pietroburgo.

In totale l’attività artistica ha espresso dodici distinte serie di fotografie, tutte editate in edizione limitata e firmata, con progetti che hanno spaziato dai casi neurologici tratti dall’opera di Oliver Sacks («Sacks», 2003), alla realizzazione di una serie di fotografie ispirate da poesie, citazioni e racconti di Jorge Luis Borges («J.L.B.», 2011), alla serie «Dreams & Nightmares» del 2014 alla recente «Confidence» realizzata su commissione da Banca Generali ed esposta ininterrottamente a Milano e Roma dal novembre 2016 al mese di luglio 2018 ed alle ultime «Rebus» (2019), «Venice’s Autopsy» (2018-2019), «Our darkest hour, its radiant time» realizzata in pieno primo lockdown a Venezia nei mesi di marzo ed aprile 2020 all’ultima «Mirages-joking with fire», anche essa realizzata a Venezia esattamente un anno dopo.